Squilibrata a chi?
Che mondo è quello che ci vuole attenti alla salute mentale, ma solo nella misura in cui questa ci consente di essere performanti senza sosta? Cosa dobbiamo fare della nostra fragilità - ascoltarla, censurarla o addirittura mercificarla?
Una protagonista sul filo delle ambivalenze. Da un lato etichettata come pazza, emarginata e sottoposta a trattamenti farmacologici. Dall’altro, protagonista di una professione ambigua, un “sostegno terapeutico” a facoltosi clienti disposti a pagare in nero per le sue prestazioni. Dopo essersi messa a nudo raccontando un cambio di identità e una rinascita, Bellocchio ci regala un racconto intimo, lirico e affilato, che si sdoppia in tragicommedia. Torna dunque - eccezionalmente - quest’anno con noi, quasi a riprendere un'ideale conversazione interrotta, per cercare, dopo la Trasformazione, una possibile definizione di Equilibrio.